questiamanti

questiamanti

giovedì, 02 ottobre 2008

Guardo le cose dall'alto. ormai. Come super partes eccezionale di me stessa. Non ho voglia. Non ho voglie. Non desidero. Niente. mi sono narcotizzata con il lavoro. E scrivo tanto, per lavoro. Ma non scrivo più niente che possa minimamente allargare le crepe appena percettibili sulla superficia liscia della mia vita perfetta. Mi limito a non pensare a quello che vorrei, nè più mi struggo troppo pesando a quello che ho perso. Semplicemente mi fa fatica pensare. Pensare a te, pernsare a me. Pensare a quella che è ora la mia vita. Sono fattiva in modo automatico. Mi estraneo senza sensi di colpa. Nessuno è eterno, neppure io. Non insceniamo drammi inutili nell'economia globale dell'esistenza. Sto perdendo la pazienza. E sta crescendo la fatica. Vivo nella contraddizione di non sopportare, ma di essere troppo stanca per reagire. E non so che stanchezza sia...E l'amore, l'amore. E il sesso. (Bella domanda). Sono troppo stanca. Mi sembra di subirmi. Di accontentare. Io, proprio io. Perchè non desidero, nè chi ho, nè chi ho perso. E mi sembra piuttosto difficile, ora, pensare che riuscirò mai a desiderare qualcun altro...
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pezzidime:
lunedì, 21 luglio 2008

Cambiare. Non ho mai avuto la forza di cambiare. E direte: 'forse, volendo, non c'era niente da cambiare'. Non so, francamente. Non so. Ho manipolato sempre il presente per accomodarlo all'occorrenza. Non ho mai cambiato niente davvero. Ho solo fatto finta che tutto in fondo andava bene così dove era messo. Che tutto, poteva bastarmi. Anche a costo di convivere con un senso di inadeguatezza costante. E  di bruciare le opportunità, che sono quelle situazioni che spess non sono fatte per ottenere di più. Ma servono solo per cambiare. E cambiare è questa esigenza rischiosa di mettere sul piatto tutto e ricominciare da zero. è l'esigenza di rigenerarsi senza grandi spiegazioni. Annullando anni di co-esistenza, d reciprocità, di contingenza esasperata, senza traumi, senza dolore, senza strappi. è che cambiare o meno oggi per me non sembra avere senso. Non c'è motivazione, manca l'entusiasmo di volere altro. Di desiderare e ricominciare. Manca perchè sto invecchiando ed è poco economico, non è decisamente saggio, mandare tutto all'aria. Ma non è solo questo: non è solo questione di ciò che è opportuno, di ciò che rientra nella giurisdizione del felice terzetto del volere-potere-dovere. Il punto è che tutto si annoda nel non volere, quindi nel non volere potere. Nel non vedere niente. Niente di desiderabile, niente di incantevole, oltre la inea che taglia inesorabilmente il mio campo visivo all'orizzonte.
lasciato da: wemaior alle ore 19:26 | link | commenti (6)
pezzidime: incongruenze
sabato, 28 giugno 2008

Guardo fisso il centro della corsia. Non mi distraggo, seguo la strada. Ignoro la mole del camion che mi lascio alle spalle. Sfanalo alla fila di macchine che stanno alla mia destra. Io, corro. -come sottofondo il metronomo della freccia lampeggiante. Qualcosa alla radio- . Vado forse qualche giro sopra il limite. E la macchina è docile sotto la mia mano. Scatta fluente tra le siepi di oleandro e la linea tratteggiata che divide in due l'autostrada. Io, guido, e non penso a niente. La mia vita è appesa al volante. Non vedo la velocità come un pericolo, anche se so che è un pericolo. Basta niente, davvero. Basta niente. Ma non ci penso. Sono lì, adesso, come per sempre, a contemplare la potenza controllata del mio mezzo, e il movimento equilibrato del mio corpo. Mi sento bene. Va bene. Va bene così.

lasciato da: wemaior alle ore 09:50 | link | commenti (2)
pezzidime:
martedì, 17 giugno 2008

Non c'è soluzione di continuità. Non c'è alcuna coerenza in quello che condividiamo, nè in quello che ci precludiamo a priori. è del tutto irragionevole (come al solito, come prevedibile) questo alternarsi di contatti svogliati. Non ha senso. Non ha futuro: non ce l'ha mai avuto.

e non saprei dire in effetti cosa c'è di potenziale, cosa non esiste più, se mai è esistito.

Avevo voglia di dire tante cose stasera, avevo tutte le parole ben allineate sulle dita. Avevo voglia di paralre, di raccontare. Ma c'è qualcosa che mi ha fatto perdere l'immagine che inseguivo, che volevo conservare.

lasciato da: wemaior alle ore 21:57 | link | commenti
pezzidime:
domenica, 08 giugno 2008

Come se tornare da me bastasse. Come se fare l'amore fosse tutto quello che possiamo concederci. Clamoroso. Come sempre. Certo. Ma niente di più che questo.

Mi chiedo, sai. Se a parte tutto questo volteggiare con passo simuoso, ci sia mai stato tra noi un momento di vera pace. Di quiete silenziosa, sonnecchiante. Un momento di consapevole possesso delle nostre debolezze.

Non siamo mai arrivati all'insofferenza. Tra di noi non c'è mai stato contraddittorio. Non ci sono mai stati alterchi. Solo dati di fatto. Verità assolute e incorruttibili, iperunaniane. Ed è sempre stato secondario sapere cosa significavano queste pietre miliari lungo le nostre rispettive vite, l'uno per l'altra. La libertà prima di tutto, prima del'amore, prima della cura. Da parte tua, si. Come anche da parte mia. Lo ammetto.

Pertanto cosa ci resta, mi chiedo. Cosa resterà dei nostri volti quando il tempo sgretolerà ogni resistenza. E le mani esauste lasceranno la presa. E perderemo anche solo il ricordo di esserci vissuti.

Non sembra essere mai stato importante per noi, conservare.

Come sono stanca.

lasciato da: wemaior alle ore 14:19 | link | commenti
pezzidime: dentro fuori
venerdì, 06 giugno 2008

Certe cose non cambiano.

Nonostante il tempo.  Nonostante tutto.

Anche se forse poi impari a prendere le cose per come PUOI prenderle. Batti i piedi, piangi pure. Urla, grida, impreca. Mordi la tua rabbia. Fai pure. Tanto, prima o poi dovrai rassegnarti. Si fa così giusto, con i bambini che fanno i capricci. Si dice che questo in fondo è un buon metodo educativo...E tutto questo cumulo di tempo, tutta questa montagna di silenzi, non sono serviti a niente. Come non servirà mai a niente distoglierci entrambi dall'idea del paragone. La verità è che siamo senza paragone, e qualsiasi persona che incontriamo e viviamo è costantemente confrontata all'uno o all'altra.

Ne vale la pena? Forse non c'è davvero una scelta da compiere. é come galleggiare, aspettando. è come viaggiare, tornando. Ho imparato con gli anni a capire che non è che non mi ama. é che non ama se stesso. E chi non ama se stesso non può amare gli altri. Io e lui ci guardiamo come in uno specchio. Combaciamo perfettamente. Siamo i cocci rotti di una innocenza perduta. Stronza quanto lui. Potente quanto lui. Io lo amo? Lo amo davvero? E amo me stessa? Mi amo davvero? Ho davvero una dignità, una identità? Quando semplicemente ho fatto finta di scegliere. Ho fatto finta. E vivo in un costante compromesso.

Lui almeno ha scelto. Lui almeno è libero.

Anche solo per questo: anche solo per questo, lo amo.

paradossalmente...

lasciato da: wemaior alle ore 23:25 | link | commenti
pezzidime: dentro fuori
lunedì, 12 maggio 2008

Quei giorni di cinque anni fa. Quando mi hai cercato, e ti ho trovato con due occhi sgranati da bambino, dondolante e frenetico, di una felicità incontenibile, di un desiderio indicibile. E il cielo sfavillava attraverso le tue pupille che si dilatavano contro i miei occhi. E la mia pelle beveva il tuo odore, insaziabile. Quei giorni di So maybe tomorrow I'll find my way home.

Ti amo Meontologia.

Ancora.

Nonostante tutto. Nonostante forse tu non mi abbia mai amata.

Nonostante tutto il male che ci siamo fatti.

Ti amo.

Non sei stato solo passione. Non sei stato solo desiderio. Io mi sono profondamente innamorata di te. Davvero. E ancora dopo cinque anni, nonostante non ci vediamo ormai da quasi un anno, nonostante tutto. Io ti amo.

E non so come guarire. Non so come guarire da te. Ora che non ci sei più. Immagino una vita che non abbiamo mai avuto. E cerco di distrarmi. Di fingere che tutto vada bene. Di rassegnarmi. Di dissimulare. Ma ogni tanto fisso la mia attenzione contro cielo per cercare di ricomporre il tuo sorriso, il tuo sguardo d'amore su di me.E quando riesco a ricordarlo, allora si, che è meraviglioso.

 

lasciato da: wemaior alle ore 00:33 | link | commenti (4)
pezzidime:
mercoledì, 07 maggio 2008

Io e te. Seduti davanti al fuoco, in silenzio, mentre studiamo. Tu, i tuoi libri di filosofia e di teologia. Io i miei libri d'arte e di storia. Ho ancora ben chiara l'immagine di una condivisione che non c'è mai stata, che la mia fantasia aveva riservato al nostro futuro insieme. In fondo niente di così clamoroso. Niente di così ricoluzionario: solo l'immagine di una quiete faticosa, fatta di lunghi silenzi passati davanti ai nostri libri. E il tempo per fare l'amore. Il tempo per desiderarsi. Il tempo per fare un figlio. Per crescerlo.

E il tuo nome. Lo pronuncio a labbra strette. In silenzio.

Lo invoco, come se questo potesse bastare a farti tornare. A farti tornare da me.

lasciato da: wemaior alle ore 13:32 | link | commenti (1)
pezzidime: comefarsidelmale
giovedì, 24 aprile 2008

Non so fino a che punto, davvero. Resisterò. Quando ti svegli e cominci a misurare le distanze. Quando cominci a guardare i lustri, e poi i decenni. Quando cominciano a chiamarti 'signora'. Quando non trovi una buona ragione nè per andare via, nè per restare. Ma ti chiedi ogni giorno cosa ci fai qui. Cosa hai davvero perduto e perchè. se è stato tutto solo un sogno, o il frutto di una fantasia di bambina. E nonostante tu faccia finta di poterne fare a meno, piangi ancora un lutto senza rimedio. Perchè non c'è rimedio alla volontà. Volontà di esserci e di non esserci. O volontà di non sceglierlo. Volontà di non saperlo. Volontà di non volere muoversi. Volontà di lasciare passare questa vita e andare via. Via.
lasciato da: wemaior alle ore 19:43 | link | commenti
pezzidime: incongruenze
giovedì, 20 marzo 2008

Le cose finiscono. Senza clamore. Senza fare rumore. Te ne rendi conto solo quando il silenzio attorno a te è diventato troppo ostinato. Quando si desti dopo un lungo torpore fatto di ricordi confusi e mezzi sogni a occhi aperti, e ti guardi allo specchio. E scopri un capello bianco che prima non c'era. E ti rendi conto che non appartieni più alle sue mani, non soggiaci più all'incanto dei suoi occhi. Semplicemente ti rendi conto che lui non c'è. Ti chiedi se lui ci sia mai stato. Sorridi triste ai tuoi goffi tentativi di emancipazione dalla sua passione. Non è colpa di nessuno se non potrai innamorarti ancora. Non è colpa di nessuno se quando potevi fare qualcosa non sapevi cosa fare. Non è colpa di nessuno se non sarebbe bastato. Non è colpa di nessuno se non puoi saperlo.

La tentazione di dire che forse è colpa tua è forte. Ma non è colpa tua, almeno non è tutta colpa tua.

Wemaior...

lasciato da: wemaior alle ore 19:28 | link | commenti (5)
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